Il termine entusiasmo deriva dal greco antico enthusiasmós (ἐνθουσιασμός), formato da en (ἐν, in) con theós (θεός, dio) e ousía (οὐσία, essenza).
Letteralmente si potrebbe tradurre con “con Dio dentro di sé” o con l’espressione “essere posseduto dall’essenza di un Dio.
In italiano normalmente sta ad indicare una commozione intensa dell’animo che si esprime in vive manifestazioni di gioia, di eccitazione, di ammirazione; un sentimento di appassionato interesse nei confronti di un ideale.
Il termine entusiasmo si ritrova in particolare nella cultura greca antica per indicare la condizione di esaltazione o di eccitazione fisica e psichica di chi affermava o mostrava la presenza di un dio nella sua persona tale da renderlo folle. La follia per il mondo antico non doveva essere considerata inevitabilmente un male ma al contrario era comunemente ritenuta «un dono degli dei» concesso ai pochi che raggiungevano così uno stato di delirio creativo.
Ecco quindi che l’entusiasmo non è semplice eccitazione ma è qualcosa di estremamente più potente, più intenso, che viene dal profondo del proprio essere come una forza irrefrenabile che permette di raggiungere qualsiasi meta e di abbattere qualsiasi ostacolo. Non fu forse l’entusiasmo a guidare un artista poco più che ventenne di nome Michelangelo Buonarroti nella realizzazione della Pietà, una delle opere più straordinarie della grande arte italiana del Cinquecento?
Il profondo impatto emotivo che raggiunge chiunque osservi il capolavoro non è forse il risultato di un’opera che supera ogni limite e che possiede un’essenza divina? Facile pensare a quanto l’entusiasmo accompagnò per secoli e secoli artisti, scrittori, musicisti, inventori e fece loro compiere opere straordinarie guidati dal desiderio di un’infinita realizzabilità dei sogni. Così come lo era per il mondo antico, nell’entusiasmo c’è sicuramente anche la “follia” intesa come la predisposizione al rischio, alle idee non convenzionali, alle scelte azzardate ovvero a quelle che permettono di uscire dagli schemi per raggiungere risultati straordinari e inaspettati.
La famosissima frase di Steve Jobs “Stay hungry, stay foolish” è un importante incoraggiamento a non perdere la curiosità, l’ambizione di cambiare il mondo con un pizzico di sana follia.
Giorgia Bedin